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Cosa succede al tuo corpo quando consumi cibi grassi?

Hai presente quando ti viene voglia di un cibo particolare; fritto, grasso e pieno di calorie? È risaputo che mangiare cibi grassi aumenta l’infiammazione nel corpo, ma sai quali altri effetti produce su di te?

  1. Batteri intestinali

Consumare un succulento cheeseburger può soddisfare i tuoi desideri per due minuti, ma i batteri nel tuo intestino non ti ringrazieranno per questo. Per funzionare correttamente, il tuo corpo ha bisogno di un’intera gamma di vitamine e minerali, molti dei quali sono contenuti in alimenti non raffinati e non trasformati come frutta e verdura. I microrganismi nel tuo intestino hanno bisogno di grassi insaturi come quelli contenuti nel pesce e nell’avocado, quindi l’introduzione di cibi dei fast food nel tuo sistema metterà completamente in pericolo la tua salute immunitaria e ormonale.

  1. La tua pelle

Il costante apporto di cibi grassi al tuo corpo causa lo sviluppo di condizioni della pelle quali l’acne. Sebbene l’acne sia comunemente associata agli adolescenti, l’acne negli adulti è molto diffusa e in gran parte è dovuta al consumo periodico di cibi troppo grassi.

  1. Problemi digestivi

Dopo aver consumato cibi grassi, non è raro un aumento delle evacuazioni. Poiché il cibo si trova nello stomaco, ci si può attendere problemi digestivi e dolori gastrici, con conseguente enorme disagio subito dopo aver mangiato. Questi problemi sono associati all’infiammazione del corpo che conduce a condizioni più gravi come la sindrome dell’intestino irritabile e il reflusso.

  1. Patologie cardiache

Il consumo frequente di cibi grassi implica un rischio maggiore di sviluppare patologie cardiache e diabete. I livelli di colesterolo nelle persone che consumano tali alimenti sono in genere più elevati. Unitamente all’ipertensione e al diabete di tipo 2, l’obesità è più comune tra coloro che consumano cibi grassi.

Attivazione delle cellule staminali con il digiuno intermittente!

Il digiuno intermittente rappresenta un modo efficace per indurre l’attivazione delle cellule staminali.
Sono stati condotti molti studi i quali dimostrano che digiunare fino a 3 giorni può ridurre l’infiammazione e rafforzare il sistema immunitario aumentando il numero dei globuli bianchi.*
È stato anche dimostrato che i digiuni prolungati regolano le popolazioni di cellule staminali indipendentemente dalla chemioterapia, contribuiscono a invertire la senescenza e influiscono sulla rigenerazione cellulare.
Il digiuno può anche ridurre i danni delle cellule staminali del midollo osseo e proteggere dalla chemiotossicità.

* https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4509734/

L’attivazione delle cellule staminali può guarire chi soffre di emicranie?

I sintomi e il dolore associati all’emicrania variano da un soggetto all’altro, ma il luogo comune è che nessuno vorrebbe mai averne una. Durante un episodio di emicrania i sintomi e il dolore ad essa associati possono durare da 4 a 72 ore e incidono seriamente sulla capacità di molti di quelli che ne soffrono di essere efficienti sul lavoro e di vivere normalmente la propria vita sociale e quotidiana.

Le emicranie possono essere causate da numerose situazioni e alcune persone riferiscono di emicranie scatenate da stimoli come luci, odori o rumori forti. Tutti queste cause scatenanti stimolano il nervo trigemino, uno dei principali nervi del volto. Tale nervo è responsabile della trasmissione delle sensazioni dal volto al cervello. Quando le cellule cerebrali vengono stimolate da uno di questi fattori scatenanti, il nervo trigemino si infiamma. Questa infiammazione provoca gonfiore dei vasi sanguigni e dolore intenso al viso, alla mascella, alla testa o al collo.

Alcuni pazienti per cercare di lenire il dolore utilizzano farmaci da banco, mentre i malati cronici assumono il più delle volte farmaci specifici per l’emicrania. Purtroppo però questi farmaci, se usati troppo spesso e per lunghi periodi, possono in realtà aumentare la frequenza delle emicranie.

In una terapia denominata frazione vascolare stromale (SVF), le cellule staminali vengono impiegate per trattare l’infiammazione del nervo trigemino e ridurre di conseguenza il dolore emicranico. Se possono essere attivate, le cellule staminali agiscono contrastando l’infiammazione del nervo trigemino.

Il nostro nuovo cerotto X39, che sarà lanciato nel mese di gennaio del 2019, ha il potere di aumentare la produzione di un peptide noto per la sua capacità di attivare le cellule staminali. Abbiamo già ricevuto una testimonianza di una persona che è riuscita ad alleviare rapidamente il mal di testa causato dall’emicrania con l’X39. Ovviamente si tratta di un caso isolato, ma ci riserviamo di analizzarlo ulteriormente.

Le cellule staminali possono davvero contrastare l’invecchiamento?

Tutti desideriamo combattere la battaglia contro l’invecchiamento, tuttavia l’applicazione di creme e lozioni potrebbe non essere sufficiente per contrastare l’inevitabile effetto del tempo. E se potessimo combattere il processo di invecchiamento dall’interno senza utilizzare creme o ricorrere alla chirurgia?!

Con l’avanzare dell’età, la nostra pelle perde elasticità, rendendo le rughe più sempre più visibili. Nonostante il nostro desiderio di rallentare o bloccare questo processo, l’aspetto fresco e giovanile inizia a svanire. Finora la maggior parte delle persone si arrendeva e pensava che non ci fosse più nulla da fare!

Lo sapevi che le cellule staminali esercitano un effetto potente sull’invecchiamento? Queste cellule sono in grado di duplicare e riparare il collagene della nostra pelle, favorendo nel tempo la riduzione delle rughe e l’aumento dell’elasticità della pelle.

Abbiamo creato un cerotto che stimola la produzione di un peptide noto per la sua capacità di attivare le cellule staminali. Il processo di invecchiamento potrebbe aver trovato pane per i suoi denti!

Gli studi sul digiuno intermittente suggeriscono che favorisca la perdita di peso

Uno dei primi studi sugli effetti del digiuno intermittente della dieta 16:8 effettuato su soggetti obesi ha riscontrato che è efficace nel favorire la perdita di peso.

Una nuova ricerca pubblicata nel Journal of Nutrition and Healthy Aging dell’Università dell’Illinois di Chicago ha esaminato una forma di alimentazione limitata nel tempo nota come dieta 16:8 e il piccolo studio ha riscontrato che potrebbe essere davvero un metodo efficace per dimagrire. Questo metodo 16:8 è essenzialmente quello che utilizziamo nel nostro sistema di modellamento del corpo WinFit.

Ai soggetti analizzati dallo studio non sono state prescritte diete controllate, ma gli è stato chiesto bensì di continuare a mangiare normalmente limitando tuttavia l’assunzione di cibo tra le 10:00 e le 18:00. Dopo 12 settimane i risultati hanno dimostrato che il gruppo al quale era stato chiesto di seguire il metodo 16:8 sembrava aver istintivamente ridotto l’apporto calorico giornaliero di circa 300 calorie. Anche il peso corporeo complessivo era diminuito del 3% circa rispetto ai dati registrati inizialmente.

Sono necessarie ulteriori ricerche, ma i dati preliminari sono certamente promettenti.

Abbiamo sempre pubblicizzato il nostro sistema di modellamento del corpo WinFit come un modo sano per ridurre il grasso corporeo, aumentare il tono muscolare e migliorare il benessere generale. Ecco ora una prova più scientifica che dimostra perché il digiuno intermittente rappresenta un beneficio per tutti.